NON TEMERE IL FULMINE | DIARIO DI BORDO TDCX

20 Luglio 2025



Gli uomini avevano perduto la speranza, avevano perduto la fiducia. La luce dell'ingegno era spenta.

Dopo tremila anni di catene e strazio perpetuo, mi muovevo con fatica, sentivo le membra pesanti e dolenti.

Sono tornato fra i miei figli, assumendo sembianze umane.

L'umanità era prostrata.
Un canto simile ad un lamento sommesso, un canto funebre che celebrava la morte della speranza. Volti terrosi che mi scrutavano con sospetto.

Gli uomini avevano perduto la speranza, avevano perduto la fiducia.
La luce dell'ingegno era spenta. L’oscurità avvolgeva le loro città e un gelo di morte le stringeva in una terribile morsa.

Con il mio aiuto l'umanità ha rialzato lo sguardo e lo ha posato sul mondo.
Ha imparato a non temere il fulmine, a scrutare il cielo, a comprendere la vera natura dei corpi celesti e delle creature terrestri.

Gli uomini hanno gettato ponti per attraversare i corsi d'acqua, hanno costruito mulini per sfruttare la forza del vento. L'uomo osservando la natura, ha cominciato a chiedersi non perché ma come si verificano i fenomeni naturali.

L'umanità ha dimenticato gli dei ed ha cominciato a venerare me, chiamandomi Scienza. Gli uomini sono finalmente liberi, artefici di sé e responsabili del proprio destino.

Diario di Bordo a cura di Mirella Troiano