I templi sono deserti e lasciati in balia della rovina del tempo. Io, il padre degli dei, decrepito e solo.
Dove sono finiti i sacrifici rituali? Gli uomini hanno smesso di bruciare sugli altari i pingui buoi in mio onore? Perché, quando il fulmine squarcia il cielo l'uomo non trema? Dove è finito il timore degli dei?
I templi sono deserti e lasciati in balia della rovina del tempo.
Io, il padre degli dei, decrepito e solo. E il responsabile della mia decadenza è lui, il Titano ribelle, il mai pentito Prometeo.
Che sia maledetto!
Elios e Selene, gli astri che sorvegliano il mondo, lo cercheranno in una vera e propria caccia all'uomo. Me lo consegneranno affinché io possa condannarlo ad una nuova prigionia più dura e più crudele, che non faccia strazio del corpo, ma fiacchi il suo spirito indomito.
Non più catene che intrappolano, ma una fitta polvere di ignoranza che debilita. Prometeo sarà piegato per sempre, del suo fuoco ardente non rimarrà che fumo e l'umanità conoscerà una nuova deriva, di Prometeo rimarrà solo un ricordo sempre più fievole.
Diario di Bordo a cura di Mirella Troiano
Ph: Silvia Sciapichetti